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Spiccia Sociologia Dei Social. Fusi, Usi e Abusi di Facebook

2 ottobre 2016
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A 80 e 1 giorno mi sparo in bocca o in fronte?

King BerlusconLearludwig

Sociologia dei Social. Fusi, Usi e Abusi di Facebook*

Esperimento social praticamente gratuito e del tutto disinteressato. ahr0cdovl3d3dy5jdwx0dxjlmjqub3jnlnvrl2fzc2v0x2fyzw5hlzevmdmvnjcvmzc2mzaxl3ywx21hc3rlci5qcgcNella eterea, gigantesca trappola della Rete, siamo già di nostro delle misere cavie operanti piu o meno consapevolmente nelle grinfie statistiche dei Sorveglianti di Facebook. Siamo cioè ben indicizzati dagli specchietti per allodole d’Amazon. Profilati e ispezionati dagl’algoritmi del pallottoliere Google Analytics che ci fa la rettoscopia dei gusti e disgusti, delle tendenze, degl’appetiti, dei desideri con la sonda anale dei “like” la quale ci radiografa fin dalle caviglie alla psiche. Nonostante questo nostro status di cavie nel pollame interconnesso della Rete, proviamo tuttavia a mostrarci quali ricercatori autonomi, ancora apparentemente in grado di esercitare un nostro proprio pur minimo libero arbitrio sotto forma di Timeline.

Si prenda la propria bacheca personale di FB. La si adatti a laboratorio casalingo (o in viaggio) d’esplorazione comportamentale. Una sorta di psicobiologia amatorial-behaviorista ambulante. Uno studio sul campo delle reazioni della community, misurate a clic di pollici alzati, cuoricini, faccine. Esondazioni d’Emoticons sorridenti/meravigliati/tristi/arrabbiati, con tutto il corredo aggiuntivo di didascalie a raffica più la trafila slabbrata dei commenti.controle1Per accreditare la verosimilgianza dell’esperimento, per simulare una sensata statistica dei dati raccolti, tutto andrebbe rapportato alla visibilità, al seguito, al successo e alla quantità di “amicizie” del profilo analizzato. Facciamo ora un esempio fresco di qualche giorno fa.

Il post qualsiasi campionato qui sotto  random e caricato su FB da un utente qualunque, in termini di quantità da conto della serva dei “mi piace” ottenuti ha ricevuto, contro le aspettative, una assai fredda e scarsa accoglienza, cosa piuttosto inusuale rispetto alla media in genere dei post pubblicati dal medesimo utente. Mettiamo che su 100 like di media ne ha ricevuti solo 8 come già avvenuto in altri casi analoghi di condivisione degli articoli più verosimilmente approfonditi o spezzoni di documentari culturali ben argomentati e altri files particolarmente impegnativi raccolti nel web – letteratura, reportage di viaggio, analisi geopolitiche, ricerche di neurologia etc. – di cui importa quasi un emerito nulla a nessuno. Sì, perché nell’era del bombardamento mediatico, informazione e disinformazione viaggiano a pari velocità e sulle stesse rotaie. Nell’età dell’apatia cerebrale più piatta, l’epoca, la nostra, della abissale scivolosità del grado di attenzione, è molto difficile distinguere le cazzate – bufale, fake, meme – da quelle che non lo sono e ben pochi hanno tempo, capacità o voglia di soffermarsi a leggere, interpretare, guardare, sviscerare la realtà fino in fondo, a maggior ragione se si tratta di leggere più d’un rigo di seguito.

Dunque quello preso in esame è il post relativo a un tristo personaggio pubblico nel giorno stesso del Suo ottantesimo compleanno. Nell’immagine campeggia un Silvio Berlusconi istrione lunare dagl’occhi socchiusi, alquanto dubitoso nelle pose retoriche e molto improbabili del pensatore di Rodin. 14463116_1849326368628921_3583923589365671474_nA questa foto è stata sovrapposta una frasetta a bruciapelo vagamente amletica che rievocasse un po’ le perplessità cartesiane dell’improponibile Filibustier Cavaliere d’Arcore:

A 80 e 1 giorno mi sparo in bocca o in fronte?

La didascalia che invece accompagnava la foto aggiungeva: Il Popolo Delle Libertà Suicide (che poi a pensarci bene le Libertà del caso sarebbero anche alquanto Sudicie). Dall’insuccesso e dalla gelida scarsità dei like totalizzati da parte dei controllori/controllati, dal silenzio rumoroso della comunità di spie/spiati interattivi in simultaneità, si riusciva bene a percepire sotto-sotto una fattispecie di silenzio stizzito, noncurante, imbarazzato, sornione, raggelato, timoroso, distaccato, strisciante. Una scena muta quasi che sembrava simulare il boato di solitudine al di là della cartina tornasole del proprio egomaniaco diario privato digitale disperso nell’oceano in burrasca degli ulteriori miliardi d’utenti=diari personali egomaniaci.

Ora, dalla contingente esperienza virtuale possiamo fin da subito dedurre un paio di sbrigative conclusioni che consolidano altre interessanti ipotesi ed osservazioni attinenti configurate nello spazioempo – linea-grigia – di facebook. Eccole qua allora alcune supposizioni attendibili circa la materia vivente social-vischiosa tipo muco nasale e viscide caccole psyco-social trattata fin qui. Ragionevoli congetture ricavate da esperimenti similari già espletati in precedenza:the-brain-network1-300x256

α) post greve, poco divertente e di cattivo gusto o semplicemente malriuscito, che non incontra i like e il palato raffinato dei + o – friends fuori e dentro al world wide web;
β) l’umorismo nero non accoglie i favori del pubblico medio social-connesso delle nostre parti che è – nonostante tutto – pur sempre figlio bastardo dell’Etica Vaticana Apostolica (da qui la locuzione Puttana EVA), per cui di certe cose, così il suicidio ad esempio, “non si può, non si DEVE scherzare..”;
thethinkerγ) indifferenza e disattenzione totale – come è giusto che sia – nei confronti dell’agghiacciante soggetto sbeffeggiato;

δ) attaccamento, inconsapevole moto di recondita simpatia e affezione incondizionata sempre nei riguardi del soggetto sbeffeggiato che alla fin fine affratella tutti allo spirito furbesco, all’attitudine oltremodo rampante del nostro paraculissimo CNP (Carattere Nazional Peculiare);

ε) inefficace tipologia di messaggio sorgente o fiacca percezione dell’immagine utilizzata, causa sgranatura della stessa, sfondo debole, formato inadeguato, colori spenti etc.

ζ) ‘ntuculu!hero_eb19771013reviews906119997ar

*Esperimento, studio e notifica dei dati sono stati inopportunamente condotti dal pool di ricerche inutili GAE [Gruppo d’Analisi Evitabili] di Vladivostok (Владивосто́к).

Fakebook l’Ipocrisia il Buonismo e la Censura Maniaco-Depressivo-Sessuofobica

21 luglio 2016
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“Stercus, Stercus, Stercus, Morituri Sum.”
Dal vino convenzionale al vino naturale al vino naturista è sempre e solo una questione di quanto ci si cali le brache dinanzi al Dio Denaro.

IMG_2331Ma quanto disagio mentale, quanta povertà subumana, quanti abissi d’ottusità in circolazione fuori e dentro al World Wide Web. Se non è a causa di un algoritmo automatico di filtro delle oscenità omologate, qualche povero mentecatto o mentecatta sulla mia bacheca FB ha pensato bene di segnalare una foto banale di Spencer Tunick con inermi corpi nudi d’uomini e donne in una vigna che, per i parametri troppo paraculi, ipocriti, trogloditi, filistei e oscenamente perbenisti di Fuckbook non rientravano nella norma.

Altro spunto di riflessione inquietante riguarda il sistema iperconnesso che fa acqua da tutti i lati. Un meccanismo orwelliano di controllori, segnalatori e vigilantes, un vero e proprio buco nero nella Rete finto-democratica del social più diffuso in occidente per cui a Domino Effect chiunque può disnteressatamente segnalare chiunque a casaccio o segnalarlo per qualche preciso scopo interessato, sottoponendolo all’Inquisizione d’una sottocomunità di controllori e amministratori  che a loro volta – in questo immane calderone e Castello Kafkiano di carta – sono segnalati, controllati e amministrati, ma alla fin fine amministrati e controllati secondo quali criteri obiettivi, regole pubbliche, norme trasparenti e soprattutto a discrezione di chi?

Roman de la Rose France XV century Bodleian Library
Roman de la Rose France XV Century Bodleian Library

Ora, pare qui manifesta la contraddizione stridente e l’assoluta disonestà di fondo di una società social-connessa sessuofoba a chiacchiere e maniaca-sessuale nella realtà. Una società globale benpensante che censura un disegno erotico di Picasso o la fotografia artistica di un professionista per preservare la propria coscienza sporca di sangue e merda digitale con il pretesto di difendere la pseudo-innocenza dei propri adolescenti che comunque smanettano mattina e sera su Youporn. Milioni e milioni di ragazzetti, adolescenti e adulti che si spippano a manetta su chatroulette o si rigirano l’un l’altro selfies dettagliati dei propri apparati genitali via snapchat. Ritengo insomma che dei sani parametri di filtro delle oscenità offensive la morale pubblica (ma stiamo davvero scherzando? Nel 2016 diocristo!) dovrebbero oggi essere verificati più seriamente attraverso google-images ad esempio, per determinare la fonte artistica, estetica e culturale di una data immagine evitando possibilmente di mettere sullo stesso livello il Gabinetto Segreto di Pompei custodito al Museo Archeologico di Napoli, un’illustrazione erotica di Kitagawa Utamaro, una foto di cazzi in erezione di Robert Mapplethorpe, un nudo femminile di Helmut Newton o una qualsiasi gang-bang di Sasha Grey, Valentina Nappi o Ashley Blue – comunque a mio avviso pregevolissimo intreccio pornografico di corpi fotterecci in vendita questi ultimi, manifestazione bassa ma assai più onesta dello zeitgeist (lo spirito del tempo) da III millenio, espressione viscerale molto più dignitosa ed esplicita metafora socio-economica dei nostri corpi usati ed abusati dalla Macroeconomia delle Multinazionali piuttosto che le tante insopportabili Gallerie d’arte à la page e finto-artistoidi-cazzari che tappezzano le pareti di musei e centri culturali del mondo con le loro spazzature di croste insensate spacciate per arte, pensiero e cultura alta.

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Ad ogni modo sull’immagine di Tunick nel mio post censurato, detto en passent, poco mi tange del suo intrinseco, sopravvalutato o falsato valore estetico. Valore che anzi trovo addirittura aleatorio ovvero pretestuoso e forzato così come la stragrande maggioranza della cosiddetta Arte Contemporanea, ma ciò non giustifica certo la sua cancellazione autoritaria con simultanea rimozione e blocco di 24 ore del profilo facebook senza neppure un democratico preavviso, cosa che ritengo essere un illegittimo atto di forza e un sopruso bell’e buono.

Odio parlare di me e detesto ogni forma di autoreferenzialità. Questo a seguire però era il tono del post “bannato” con foto originale e foto ritoccata su quei punti del corpo ritenuti osceni – la protuberanza più o meno lunga e spessa dell’apparato riproduttivo maschile e qualche tetta di varie taglie – si perché secondo Facebook, secondo le tare cerebrali disturbatissime dello strafottuto cavernicolo urbano di segnalatore anonimo, qui il corpo del reato è il corpo umano medesimo.FullSizeRender

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