Cene a 4 Mani: Osteria Fernanda/Il Tiglio – Lampone/Cucinaa

3 dicembre 2016
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L’umanità si prende troppo sul serio. È il peccato originale del mondo. Se l’uomo delle caverne fosse stato capace di ridere, la storia sarebbe stata diversa. (Oscar Wilde)

Cene a Quattro mani: Osteria Fernanda/Il Tiglio – Lampone/Cucinaa

Due serate diverse eppure simili per due cene a quattro mani tra Roma e Spoleto all’ombra cupa del terremoto che ha demolito molte località dell’Umbria, delle Marche, dell’Alto Lazio.1Se provo ad unire i nomi dei luoghi, dei ristoranti, delle persone, dei sentimenti, dei prodotti tipici, dei vini, sulla mappa immaginaria d’un itinerario gastronomico che mi porta da Trastevere alla Valnerina attraversando i Sibillini, gl’uliveti di Trevi, i vigneti di Narni.. traccio in questo modo le linee orografiche di una costellazione terrestre che disegna un enorme sorriso di resistenza e di gioia. È una gioia sia dolce che amara senz’altro, conquistata a fatica nell’arco del tempo grazie al sacrificio di tante generazioni umane attraverso il circo della storia. È il ghigno duro d’adattamento della gente comune ai terribili scherzi allestiti da quel distruttivo pagliaccio che è il Caso. È una bocca a U, proprio così! Non è affatto però una smorfia sforzata ma un sorriso spontaneo e non è mai rassegnazione ma è lotta contro il Fato clown. È slancio di difesa, atto di creatività, senso intimo di trasformazione.

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30 novembre 2016.

Enrico Mazzaroni (di cui avevo scritto tempo fa sempre in generi elementari) e Davide Del Duca all’Osteria Fernanda. La cena di RinascitaAlla Corte di Fernanda” (Andrea Marini & Manuela Menegoni) è un pretesto allo stesso tempo piacevolissimo perché ci fa ritrovare a Roma un cuoco che amiamo assai, ma che purtroppo nasce da una circostanza del tutto tragica cioè il terremoto degli ultimi mesi in centro Italia che ha colpito in maniera devastante tanta povera gente e ha reso purtroppo inagibile proprio il nido culinario di Mazzaroni e Silvestri cioè il Tiglio di Montemonaco nel cuore dei Sibillini: fondamenta, mura, orto, pollaio, filiera autarchica, genius loci… tutto da rifare, ahimè. Nell’attesa della lunga e faticosa ricostruzione è molto plausibile, ce lo auguriamo tanto, una riapertura transitoria dalla montagna giù al mare, con affaccio accanto all’Adriatico.

Quindi questa serata speciale a 4 mani all’Osteria Fernanda di via Crescenzo del Monte (zona Porta Portese), con il supporto organizzativo imprescindibile del sempre bravissimo Lorenzo Sandano, nasce proprio come occasione di sostegno umano, per rivolgere un abbraccio di solidarietà incondizionata al sempre sorridente Enrico Mazzaroni e al burbero buono Gianluigi Silvestri a cui qui rinnovo tutta la mia stima, simpatia e partecipazione con una stretta tra le braccia non solo simbolica ma anche fisica, sanguigna. Una cena che ha voluto essere il commosso contributo di chi c’è stato, a non mollare ed andare avanti sulla propria strada col sorriso che è sempre vittorioso, nonostante le condizioni sfavorevoli o le tante difficoltà materiali purtroppo che ci si ritrova ad affrontare in momenti d’afflizione come quelli scatenati da un terremoto o altra incontrollabile calamità naturale.

Tutti i vini in abbinamento sono stati selezionati da Trimani Vinai in Roma dal 1821 e l’amico Paolo Trimani era seduto assieme a noi nella tavolata comune, così abbiamo avuto tempo e modo di approfondire assieme a lui questioni specifiche sul vino (annate, vinificazioni, uvaggi, territori) oltre a questioni più generali di mercato nazionale ed estero (commercializzazione, prezzi, consumi, distribuzione, percezione del gusto da parte del cliente medio o di quello più avveduto.)8

  • Snack di Benvenuto & “Tartufi” dei Monti Sibillini (Del Duca & Mazzaroni)
  • Uovo-Lasagna 2.0 (Mazzaroni)
  • fuori carta: Spuma di Cipolle, Lenticchie di Castelluccio tostate, Spuntature, Tamarindo
  • Lattuga, Terra, Caprino e “Brina” di Foie Gras (Mazzaroni) – [In Abbinamento Franciacorta DOCG Brut Rosé Enrico Gatti Franciacorta]
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    photo credits dove specificato di Annamaria Farina

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  • Risotto, Estratto di Erbe, Gelato al Conciato di San Vittore di Vincenzo Mancino, Timo e Miso (Davide Del Duca)
  • Spaghetti Aglio e Olio, Genziana e Frutti Rossi (Mazzaroni) – [In Abbinamento Pecorino 100% Marche IGP Bianco “Cossineo” Az Bio Fontorfio]56
  • Piccione Bbq, Fegato di Rana Pescatrice “In Porchetta”, Radici (Del Duca) – [In Abbinamento Valturio Marche Rosso IGT 2009]7
  • Torta al Cioccolato del Tiglio (Mazzaroni)
  • Petit Fours – [In Abbinamento Vino Cotto Tenuta i Fauri]
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photo credits Annamaria Farina

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1 Dicembre 2016.

Altra avventura culinaria è questa cena a quattro (o a sei?) mani a “bottega” da Michele Pidone & Marianna Francisci al Ristorante Lampone in collaborazione con Marco Gubbiotti del progetto gastronomico Cucinaa di Foligno. Prima di andare a cena ho fatto due passi per il centro storico di Spoleto dove sono ancora molto evidenti i segni del terremoto delle settimane scorse: crepe ai muri, vicoletti sbarrati, case evacuate, negozi sgombrati che pian piano riprendono l’attività quotidiana. Poche ombre umane in circolazione per strada almeno nella parte più alta della mistica Spuléti dei Due Mondi, dove si respira tuttavia un’atmosfera ancora un po’ spettrale. Arrivati però davanti alla discesa che sfora verso il Duomo, come per magia la mente è istantaneamente rincuorata d’una saldezza d’animo, d’una serenità e d’una forza interiore che sembra durare da millenni sia dentro, dove siamo fatti di carne e di pietra ovvero di polvere, che fuori di noi cioè in questo tragicomico circo equestre del mondo. La meraviglia architettonica nei secoli segna come un impulso di rinascita appunto e d’autoconservazione. Solca un istinto di sopravvivenza sulla nostra pelle, segna una traccia di sorridente seppur invisibile speranza, che ci fa presentire la luce anche quando tutto sembra essere solo buio, donandoci una gioia sotterranea di esistere, resistere e persistere che l’amico Giovanni sintetizza magnificamente con la sua mai abbastanza ripetuta locuzione: “Beata umbritudine, umbra beatitudine.”

15326447_1140619589385922_2654934264357233481_nIn abbinamento alla cena ho riassaggiato con rinnovato piacere i vini di Leonardo Bussoletti viticoltore in Narni nonché promotore assai vivace della riscoperta del ciliegiolo, vitigno troppo spesso trascurato dalla critica e dal pubblico, che molto accuratamente Leonardo – con modestia ma altrettanto decisa e ostinata pazienza – sta riportando pian piano alla meritata dignità di vitigno autoctono, sottoponendolo ai riflettori dell’attenzione nazionale. Ho avuto modo di partecipare mesi fa alla manifestazione Ciliegiolo d’Italia di cui lui è stato il propulsore principale, quindi posso testimoniare in prima persona la responsabilità e la determinazione profuse per organizzare, mettere in piedi il carrozzone della kermesse e far funzionare così bene una due giorni tanto impegnativa, densa di seminari, approfondimenti, degustazioni definitive ed eventi assai centrati sul tema ciliegiolo.

  • Raviolo di Ricciola e Burrata, Sedano, Capperi, Pomodorini Confit, Polvere di Bruschetta [Metodo Classico di Grechetto 2012 in anteprima]
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  • Fish & Chips di Baccalà [Colle Murello Trebbiano Spoletino 2015]img_6823 img_6824
  • Pasta con le Sarde: Tortelli farciti con Broccoli, Uva Passa e Pinoli con Alici del Cantabrico con Crumble di Grissini [Brecciaro Ciliegiolo di Narni IGT 2014]
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  • Polpo cotto due volte, Zucca Marinata, Giardiniera Homemade, Patata morbida all’Olio Nuovo Gradassi [Vigna Vecchia Ciliegiolo di Narni IGT 2013. Ho trovato di splendido equilibrio sia il piatto che l’abbinamento con il vino; questo Vigna Vecchia è un ciliegiolo davvero elegante ma non ruffiano dove le tostature dell’affinamento in legno non sovrastano mai la succulenza del frutto anzi ne attenuano le asperità facendone – per delicatezze cromatiche e sfumature gustative – una sorta di rispettoso pinot nero del centro Italia dal basso profilo ma ad alta progressione di piacevolezza, d’affabilità e di beva.]img_6831img_6830
  • Cannolo al Sagrantino Passito con Mousse al Lime, Crema Cotta al Pistacchio e Sorbetto d’Arancia
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