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Le mistificazioni del latte

28 agosto 2021
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Le mistificazioni del latte

In effetti di questi tempi dove la manipolazione delle nostre opinioni è totale – dalla fabbrica delle false notizie alla polarizzazione artefatta del giusto contro l’ingiusto -, il giudizio su eventi cose e persone diventa sempre più improbabile e resta solo un pregiudizio. Basta osservare a quale livello di caos mondiale siamo giunti sulle questioni relative al vaccino tra cospirazionisti No-vax che avranno forse pure le loro ragioni visto che dietro la creazione e la commercializzazione dei vaccini ci sono giri d’affari ultramiliardari di corporazioni private che hanno tutto l’interesse ad accumulare profitti sul virus più a lungo possibile, contro le ragioni dei vaccinisti e i Pro-vax con la loro fiducia ingenua in una scienza buona, benefattrice, e progressiva.EE5C1AB6-0AB2-44B5-B219-68AF7203DE7D

La funzione degli algoritmi dei social è essenzialmente quella di incattivire questo genere di polarizzazioni per azzerare qualsiasi possibilità di dialogo polifonico argomentato che tenga conto della complessità di certi temi comuni, che non possono certo essere brutalizzati in prese di posizione rigide e schieramenti militari fra trogloditi che se la urlano senza ragione a colpi di slogan da stadio.38B7B585-652C-42A5-B62E-5E0FF3F87879

Ora tutta questa premessa era solo per dire che al netto dei No-vax vs i Pro-vax, nel 2021 la maggioranza della popolazione è talmente analfabeta in termini di cultura alimentare che non riesce a distinguere se il sapore di un cibo o il gusto d’una bevanda di cui si nutre provenga da aromi di sintesi o sia stato ultra-lavorato nelle varie fasi del processo produttivo degli ingredienti. Cibi e bevande con un elevato indice glicemico, poverissimi in fibre, micronutrienti (vitamine) e fitocomposti (antiossidanti) ma gonfiati di grassi alimentari, zuccheri semplici, sale e insaporitori vari (glutammato etc.).

I giorni scorsi, con lo spirito del rompicoglioni agguerrito a cui non la si fa, ho acquistato al supermercato una confezione da mezzo litro di latte intero da “agricoltura biologica”. Latte fresco con una scadenza di oltre un mese, primo indizio inquietante.
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Ma la gente che produce, impacchetta e commercializza questo spurgo bianchiccio al retrogusto alcalino di piombo e acido solforico contenuto nelle batterie dell’auto, l’avrà mai assaggiato un bicchiere di buon latte fresco? Davvero sconcertante poi tutto quello storytelling Biominchia sbandierato in etichetta evidenziato dalla coccinella sulla confezione quale simbolo di ecologia ed ecosostenibilità ovvero fumo negli occhi del consumatore sprovveduto. “Benessere animale… salvaguardia dell’ambiente… riduzione dell’anidride carbonica…” una retorica filistea di bassalega che possiamo dirlo? ha ampiamente fracassato i coglioni!

All’assaggio al palato in fase di strippaggio tipo olio extravergine d’oliva per permettere l’ossigenazione nel cavo orale ed evidenziare le eventuali componenti volatili e aromatiche, ho avuto la sensazione ributtante di degustare idrossido di sodio, il disgorgante mefitico per sturare cessi e lavandini otturati.55436B06-FB9D-4D98-B361-C17B77856A8DQuesto insomma è lo stato dell’arte dell’industria farmaceutico-alimentare oggi, i vaccini sono giusto un corollario risibile a un comparto che nel momento in cui ci nutre ci ammala perché in qualità di massa amorfa, non siamo altro che dei sorci da laboratorio, dei numeretti utili da sfruttare il più a lungo possibile, sia come comsumatori di cibo ferocemente manipolato che come ammalati da “curare” coi farmaci.