Radici e rovine mediterranee

15 maggio 2021
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“Fare una buona foto è l’unica cosa che conta.”

Josef Koudelka

Radici e rovine mediterranee

Radici è una mostra straordinaria all’Ara Pacis, un’esplorazione fotografica di Josef Koudelka che per quasi 30 anni ha viaggiato in lungo e in largo attraverso i siti archeologici più struggenti della mediterraneità tra Siria, Grecia, Turchia, Libano, Cipro (Nord e Sud), Israele, Giordania, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, Portogallo, Spagna, Francia, Albania, Croazia, Italia.

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All’interno della mostra oltre a centinaia di fotografie in un bianco e nero contrastato dal portentoso taglio allungato, si può vedere un breve film diretto e prodotto da Coşkun Aşar intitolato Koudelka: obbedire al sole (Obey the sun), 2020. Qui osserviamo il leggendario fotografo moravo della Magnum alle prese corpo a corpo con il paesaggio, sospeso tra il proprio respiro e l’occhio assoluto. L’obiettivo della macchina fotografica diviene quindi una protesi meccanica intenta a scavare sulle rovine delle civiltà arcaiche per rivelarne l’essenza occultata dalla troppa luce o riaffiorata grazie all’impasto provvidenziale di luci/ombre generate dal sole. Un sole divinizzato da popolazioni mediterranee di pescatori contadini cacciatori guerrieri navigatori filosofi… tutti sterminati senza distinzione né pietà dall’ecatombe implacabile del tempo che trasforma in archeologia anche la fantascienza del futuro meno immaginabile. In queste centinaia di  composizioni fotografiche la figura umana appare un paio di volte e in buona sostanza quale elemento accessorio o come ombra, D2AF0AC7-BE59-4C35-96A9-0CDB2CDF3750

l’ombra dello stesso Koudelka ad esempio intento a scattare un dettaglio di cavea e proscenio in un teatro-stadio a Ezani in Turchia, edificato nei primi secoli dopo Cristo. Ruderi di colonne, mura di templi, tronconi di sculture, tracce d’anfiteatri, sopravvivono di gran lunga ai loro edificatori, questo è forse il segno più penetrante e straziante racchiuso nelle foto di Koudelka.01692249-08ED-4500-A5C9-5677F3BC33EA

Radici non è solo una mostra, molto ben concepita e allestita, ma è una meditazione metafisica per immagini, una contemplazione religiosa in bianco e nero sul disfacimento dell’architettura, sulle macerie della storia, sulle rivelazioni o gli enigmi soprannaturali dello sguardo umano. Lo sguardo soprannaturale ma terreno di Josef Koudelka, favoloso ottantatreenne con gli occhi di un oracolo d’Apollo che incoraggiano al delfico: “Conosci te stesso” (ΓΝΩΘΙ ΣΕΑΥΤΟΝ).DD8297A5-DDB9-438C-A1E2-02C33A226E74

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