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Burgundy

Domaine Follin-Arbelet Aloxe-Corton Premier Cru “Les Vercots” 1990

6 maggio 2016
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Dai finages di Borgogna condividiamo una bottiglia che è piuttosto un accumulo di carezze Pinot su carezze Noir del Domaine Follin-Arbelet ad Aloxe Corton dalla parcella premier cru “Les Vercots” d’annata leggendaria cioè la 1990!13151882_1788263468068545_7859072502459785969_n

Le fiamme del camino ravvivano la stanza, tiriamo fuori le cipolle dalla brace alla maniera di come le preparavano le nostre nonne; un piatto queste umili cipolle alla cenere, d’una prelibatezza e lussuriosità sublimi assieme alla salsa d’acciughe e capperi e ad un’opulenta salsa bernaise fatta au moment a contorno degl’oltre 2 kg di bistecca Chianina – 35 i giorni di frollatura cotta con consapevole scienza alla griglia nel mentre sfugge alla bocca di qualcuno inginocchiato sul camino una frase ripetuta spesso dal padre ristoratore di qualcun altro: “Perché cuochi si diventa ma griller si nasce!IMG_9678IMG_9685IMG_9686

Filippo Volpi quando sia io che Michele Oste Alesiani siamo oramai a pance ben satolle, con #bioselvatica meraviglia ci legge quindi dai suoi appunti scrupolosi alcuni passi
che riguardano il vecchio Albert Massot un’autorità all’Hospices de Beaune e che il frutto celestiale di questa bottiglia germogliato dal suolo pietroso detto “tête de mouton” (Giurassico superiore) l’ha prodotto proprio con le sue stesse mani.

Ecco che allora scopriamo che anche in vecchiaia il Massot usava ripetere tipo mantra una frase disarmante e semplice come solo può essere semplice e disarmante la verità:

“Il vino deve essere il frutto di uva sana che poi ha da essere semplicemente pressata… c’est tout!”

Domaine Jean Chartron Clos de la Pucelle Puligny-Montrachet 1er Cru Chardonnay 2011

30 gennaio 2016
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Puligny

Leggiamo che il Domaine Jean Chartron esiste dal 1859; 13 sono gli ettari dei vigneti di proprietà, 16 le denominazioni 9 delle quali a Puligny-Montrachet. Il suolo è composto da una miscela di sabbia silicea calcare e argilla. 40 anni è l’età media delle viti, la raccolta viene eseguita a mano, né erbicidi, né pesticidi chimici o altre pratiche invasive sono applicati in vigna. Dietro l’equilibrio alchemico dell’invecchiamento del vino (l’élevage) e alla fonte delle barriques nuove di rovere ci sono sempre le foreste d’Allier e dei Vosgi.
Anche se – in linea molto generale – la 2011 in Borgogna è stata fra le vendemmie più premature degl’ultimi 300 anni, devo ammettere che questa bottiglia del monopole Clos de la Pucelle era sorprendentemente compiuta. La consistenza croccante d’un nucleo solido di polpa fibrosa già al naso, uno sbocciare di ginestre in fiore nella bocca e un luccicante flusso di sostanza minerale in fondo alla gola avviato giù verso il baratro del cuore a donare pace ai sensi. Acidità e miele sembravano talmente ben amalgamati fra di loro da diffondere un tale senso di armonia terrena, d’unità degli opposti tutt’attorno al nostro spazio vitale fra il tramite del bicchiere gli altri esseri respiranti e il vino.. anche se una sola bottiglia era (è stata ahimè) una fin troppo piccola cosa caro Francesco Bisaglia, ma se avessi disponibilità di capitale, giuro, te ne acquisterei come minimo tutta l’assegnazione che hai per Borgogna Mon Amour amico mio!

zuppa le creusetSu opulenta zuppa invernale ripassata in forno di cavolo nero, pane, formaggi vari fusi assieme, pancetta,  brodo di bollito e una fresca misticanza con noccioline a stemperare i vapori dell’intingolo carico di bontà ribollite.zuppa invernalemisticanza noccioline

Domaine Leroy Les Cazetiers Gevrey-Chambertin 1er Cru 1949

30 dicembre 2015
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Leroy 4

Leroy 1959 CornelissenSupporto fisico a Frank nell’estrazione chirurgica del tappo di 66 anni
Leroy tappo fossilTappo e capsula come fossili terrestri

Annata 1949 in Borgogna secondo Broadbent: “la conclusione perfetta di un decennio – vini eleganti ed equilibrati”; Clive Coates nel suo libro Côte D’Or: “migliore annata degl’anni ’40: bellezza e purezza al loro grado di perfezione”; Robert Parker Jr .: “è stata l’annata migliore dopo la II guerra mondiale e prima della ’59.”
Leroy retro Henri Leroy dell’omonima Maison al tempo era négociant con sede a Auxey-Duresses; sua figlia la mitica Madame Lalou Bize-Leroy nel 1949 aveva solo diciassette anni.
Les Cazetiers è tra i Premier Cru più elevati (370 slm) di Gevrey-Chambertin se non di tutta la Borgogna.
Ho bevuto questa preziosa bottiglia sull’Etna assieme a ‪#‎FrankCornelissen‬ ed altri cari amici. Già il solo stapparla è stato una specie d’intervento chirurgico a cuore aperto. Appena cominciato a estrarre con delicatezza il tappo, uno sbuffo leggero, un brivido d’aria assieme a delle molecolari bollicine di vino sono magicamente emerse alla superficie del vecchio ma integerrimo sughero. È stato come assistere inermi alla scomparsa di un povero moribondo (ma il Pinot Nero è uomo o donna?) Insomma questo vino “umanizzato” aveva trattenuto dentro sé per 66 anni ancora esuberante “slancio vitale”, speranza, vivacità, respiro! Un miracolo di vino ancora così gustoso, robusto, agrumato, vibrante, terroso, incredibilmente vivo e ben conservato nonostante il colore e il livello del collo non promettessero nulla di tanto buono.. Infine, nutrendomi di quel succo filosofale di lunga vita, questo è quello che ho pensato in quel preciso momento e lo ricorderò finché campo: “il Gevrey-Chambertin stava aspettando proprio noi per essere bevuto e nello spirare il suo ultimo soffio ci ha così donato maggior vitalità, più gioia e più sorriso! ”

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Abbinamento a dir poco insormontabile su zuppa contadina preparata con virginale dedizione verso le tradizioni del territorio e conciso spirito del focolare alla casa-bottega dagl’amici Sandro Dibella e Lucia Rampolla del Cave Ox di Solicchiata alle pendici dell’Etna assieme al sempre inossidabile Jerry Fitzgerald e alla confraternita dei Nasi Scintillanti #BevitoriIndipendenti

LeroyZuppa Cave Ox

 

Vini di Francia… Carne di Kobe

27 agosto 2013
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3 Kg di filetto di manzo Kobe (神戸肉流通推進協議会) sbarcati clandestinamente a Cortona direttamente dalla Prefettura di Hyogo a rischio ghigliottina… se ne e’ valsa la pena?! Arrostita su una brace incredibile, 5 minuti di cottura per lato, la croccantezza del grasso marmorizzato e fuso alla perfezione nella carne; in bocca si scioglie tenera, gustosissima e sublime come fibrosa crema di nocciole castagne e grano tostato. Coppa di Testa di maiale dei Castelli artigianale in tela di Juta… veramente da “fuori di testa”, servita e spazzolata con leggero tocco di zenzero grattugiato.

– MG Pol Roger Winston Churchill 1999;

– Armand Rousseau Gevrey-Chambertin Clos St. Jacques 1999;

– Jean-Louis Chave Hermitage 1995.. Vino della serata..vino degli ultimi tempi: sottigliezza, persistenza e grazia ahime’ ancora irraggiungibili nella nostra derelitta penisola: esplosione di frescura balsamica, menta, pepe di Sichuan.. la Via della Seta al Syrah!

– Domaine Zind Humbrecht Brand Riesling Vendange Tardive 1989.