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Spaghetti pomodorini a crudo e Blanc de Noirs 2010 Marie-Noelle Ledru

20 luglio 2016
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IMG_2056 Eccellente lo spaghetto Michele Portoghese (Calenzano FI). Pasta a lavorazione artigianale da essiccamento lento e a bassa temperatura.

Tanto basilico, olio extravergine d’oliva e pomodorini mantecati a crudo.

Il vino che accompagna lo spaghetto è uno champagne proveniente da Ambonnay. Champagne della viticultrice Marie-Noëlle Ledru detta anche la Signora del Pinot Nero la cui filosofia produttiva si sintetizza nell’adagio semplice ma effettivo e concreto: Massimo rispetto per la Natura. IMG_2113

Si tratta qui di un Blanc de Noirs Cuvée du Goulté Grand Cru 2010 dai cinque ettari di proprietà collocati nella regione detta La Montagne de Reims. I millesimati come in questo caso, stanno 5 anni in contatto sui lieviti e durante la fase di sboccatura il vino non è solfitato; sboccatura che oltretutto è fatta a mano per ogni bottiglia così come avveniva qualche generazione fa, almeno nelle aziende più a respiro umano e a conduzione familiare. Nel connubio con la sostanziosità dello spaghetto, con la dolcezza acidula del pomodorino mantecato a crudo e la scricchiolante freschezza del basilico aggregati in un tipudio di sferica semplicità, l’effetto frizzante dello champagne fluidifica a pieni bocconi quest’insieme scatenando all’istante la sensazione di mangiare bere e digerire allo stesso tempo e nello spazio di alcune forchettate amalgamate al sorseggio.

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Haderburg Metodo Classico Brut (Südtirol)

5 febbraio 2016
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Haderburg

Haderburg. Metodo Classico dell’Alto Adige.
Selezione di Chardonnay 85%, Pinot Nero 15% fermenta una prima volta in tini d’acciaio. Dopo l’imbottigliamento, in primavera, avviene una seconda fermentazione in bottiglia, quindi 24 mesi è più o meno quanto dura la maturazione del vino sui lieviti. Haderburg retro

Franciacorta è toponimo più risaputo assurto a brand tout court a base spumante, anche se per la gran parte – generalizzo tranciando a colpi di machete – risultano sempre troppo dosati quando non addirittura sciroppetti, attaccaticci di palato: bollicine fin troppo zuccherose, piacione per molti, assai spiacevoli per me! Qui invece abbiamo una tale freschezza paglierina già al naso, una trama di cristallo infrangibile, quasi la finezza segreta d’una vena d’oro che sembra preservata in ciascuna delle bolle infinitesimali… peccato soltanto che una sola bottiglia per due persone esaurisca la sua corsa in un fulmine, neppure il tempo di dirsi: “Be’ ciao, allora come stai?”