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Ampeleia 2004 – IGT Costa Toscana

10 febbraio 2016
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Ampeleia

Ampeleia, al di là di questa cantina nel cuore della Maremma c’è una coppia svizzera, gli originari proprietari che acquistarono il podere abbandonato negli anni ’60: Erica e Peter Max Suter. Il forte medioevale di Roccatederighi è proprio lì a due passi che si distende sulle colline metallifere. L’avventura agricola vera e propria Ampeleia così come la conosciamo oggi, nasce però nel 2002 con il contributo carismatico dell’Elisabetta Foradori assieme a Giovanni Podini. Molti dei loro vini portano nomi che richiamano idee ancestrali e concetti profondi ripresi dalla cultura greca antica: Kepos, Empatia, Ampeleia. Ora è fin troppo risaputo che il più grande nemico in Maremma è un eccesso di calore o una troppa esposizione delle viti al sole, da cui potrebbero risultare vini mollicci o sgradite surmaturazioni. Come fanno dunque ad Ampeleia a combattere contro un tale insidioso avversario? L’altitudine! In realtà “tre altitudini” diverse come ci tengono a ricordare Marco Tait, Simona Spinelli e Leonardo Mucci che sono i veri motori mobili ed immobili dietro il magnifico progetto di cui si ragiona! Ampeleia di Sopra è dove troviamo appunto il più dei vigneti tra 450 e 600 metri s.l.m. ed è proprio questa gradazione d’altitudini la ragione principale nello specifico dell’etichetta che qui si sta trattando a fare la sostanziale differenza. Ecco allora la vendemmia 2004 di questo assemblaggio di Cabernet Franc, Sangiovese ed altri quattro vitigni Mediterranei che nonostante i suoi 12 – dodici – anni sul groppone eppure suona così fresco al naso e canta in bocca ancora assai vibrante, ventilato di mentuccia e origano, saporoso, ininterrotto pentagramma di frutti armonici e bilanciata acidità! ampeleia retro

Nella piovigginosa luce di un tardo pomeriggio di febbraio a piazza San Francesco proprio affianco al ciclo leggendario di affreschi della Vera Croce. In bottega – Terra di Piero tanto per esser chiari – dall’oste più brillante del circondario l’amico caro Cristiano Duranti Leggenda vera croce particolareman mano che fuori il temporale s’addensa ci si intrattiene a smangiucchiare tra un sorso e l’altro del suddetto vino maremmano strisce di un prosciuttino casentinese che definire memorabile sarebbe minimizzare banalizzandone la bontà che non merita tanti aggettivi ma solo assaggi hic et nunc su fetta di pane sciocco fragrante.Prosciutto

ps.

A proposito di pentagrammi e di aretinitudine proprio l’oste Cristiano mi ricordava che la vicina Talla nel Casentino ha dato i natali a Guido Monaco, inventore immortale della notazione musicale.

guido-monaco

 

Brasserie Cantillon – Saint Lamvinus 2014

9 febbraio 2016
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Saint Lamvinus

Birravino o vinobirra? La questione sembrerebbe delle più ombrose. Il fatto è che siamo di fronte ad una (un?) Lambic Belga e a della generica uva Merlot di Bordeaux che macerano assieme affinando in botti di rovere: intruglio bipolare che poi dopo rifermenta pure in bottiglia. Amo da matti la Cantillon, un folgorante campionario di birre acide, devo dire però che nello specifico la Saint-Lamvinus non è tra le mie predilette della lista. La spina dorsale acida è qui sempre eccessivamente squilibrata – andrebbe forse bevuta con più di qualche anno di distanza dall’annata di produzione? -, rilascia difatti alla lingua una ruvidità acre risolvendosi in un riflusso d’asprezze da frutti rossi rimasti per sempre ancora verdi perché acerbi troppo acerbi. Una bevanda così può risultare curiosa a un primo sorso, stramba al secondo, stucchevole al terzo. SupergennarinoA parte questa bizzarria di birra/vino la mia adorazione per Cantillon resta comunque granitica e immutata. L’appaiata migliore con la Gueuze 100 % Lambic Bio ad esempio, rimane senza dubbi un abbinamento insormontabile alla pizza Supergennarino (bufala + pomodorini del Piennolo)
eseguita sempre con spassionato scrupolo dall’amico mastro pizzaiolo Pierluigi Police ‘O Scugnizzo, nel cuore antico d’Arezzo.  

ps. Lambic è parola maschile ma resta tuttavia aperto il gender sessuale del nome come nel caso del syrah o della syrah, il barbera la barbera.

retro lambic