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2006

Le Trame 2006: Il Vino di Giovanna

31 ottobre 2016
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img_5527Chianti Classico “Le Trame” 2006 – Podere Le Boncie di Giovanna Morganti – San Felice (Castelnuovo Berardenga).

Vino prodotto da una vigna-giardino di viti ad alberello. L’assemblaggio d’uve diverse (l’uvaggio, parola sinuosa) è composto in percentuale più alta dal Sangiovese, con aggiunte di altre varietà ancelle tipiche quali Colorino, Mammolo e Foglia Tonda a smussare gli spigoli e le asperità acidule del vitigno principe ancor più accentuate da un terreno altamente calcareo.
Il lavoro quintessenziale di Giovanna Morganti si svolge con profondo scrupolo in vigna a maggior ragione con queste sue piante ad alberello che necessitano cura costante, carezze rudi e lavorazioni manuali allo scopo di evitare qualsiasi forma invasiva d’interventismo farmaco-chimico.img_5524Le condizioni micro-climatiche dell’annata 2006 – assai simili alle celebrate 1997 e 2001 – possono essere definite in linea molto generale: “altalenanti” anche se su questo ritornerei volentieri a confrontarmi con la stessa Morganti conversando, senza limiti di tempo, proprio sull’andamento stagionale dell’annata.
Inverno nella media, primavera mite, ritorno al freddo nel periodo maggio/giugno. Caldo a luglio, temperato in agosto. Settembre assolato e poco piovoso con escursioni termiche giorno/notte definitive per la maturazione fenolica equilibrata e la fondamentale concentrazione zuccherina dei grappoli.
Fermentazioni naturali in cantina grazie ai lieviti indigeni dell’uva, affinamento in tonneaux (500 litri) e in botti grandi (1500 litri) prima dell’imbottigliamento.

A tema con il suo nome folgorante: Le Trame, una trama d’abbinamento mediterraneo eventuale è stata quella ben riuscita sere fa con una frittata di ricotta di pecora e za’atar la mistura profumatissima di spezie citriche nordafricane, al gusto d’agrumi verde-gialli, che ho riportato fresca fresca al mio rientro dal Libano e che proprio a Beirut ho mangiato in tutte le salse a colazione sulla tipica pizza medioerientale (manakish o za’atar manouche) oppure a pranzo e a cena sui loro caratteristici yogurt aciduli l’ayran, il labneh.img_5528Giovanna Morganti è appartata e generosa viticoltrice a San Felice. La sua casa è la cantina. Il suo mistico giardino segreto invece è la vigna dove alleva, dove cura come fossero bambini al nido, le piante di sangiovese – per la gran parte – e canaiolo, mammolo, colorino, foglia tonda. Le Trame, il suo Chianti Classico figlio – o figlia? – maggiore è quello da 10 e lode. Il declassato ad IGT invece si chiama 5 – battezzato così con sottintesa ironia come il voto scolastico senza infamia e senza lode che si appioppa agli scavezzacolli. Eppure io il 5 l’adoro proprio per questa sua fama di randagio svogliato, temperamento ribelle di “succo d’uva” indisciplinato che me l’ha reso incondizionatamente simpatico, fraterno fin da subito: robustezza di corpo, asprezza di frutto, sapidità di fossile marino (ma perché sanno di sale i fossili marini?).. lo venero il 5, lo amo proprio in quanto vivificante sale della vigna! Lo riconosco fratello di sangue e lo tracanno quale rivelazione più spontanea del terreno altrettanto aspro, salino, scosceso, dolcemente sassoso proprio come i solchi sulle mani di Giovanna, specchio fondo della sua anima tanto riflessiva in cantina eppure così iperattiva in vigna.dt-scheherazade-vaslav-nijinsky-golden-slave-boxer_620Da un foglietto volante ritrovo un breve appunto di qualche anno fa:

Podere “Le Boncie”: Le Trame (2012) e il 5 (2013) a confronto.

Giovanna e Giorgio, questo vostro sangiovese stupendo è un balletto del Bol’šoj in “equilibrio instabile” che coreografa nello spazio e nel tempo: dramma, felicità, eleganza, mistero.. inscenando alla perfezione la pantomima senza fine tra Uomo e Natura sempre in punta di piedi sull’orlo del precipizio dell’Annata.

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Al Podere “Le Boncie”, una perfetta giornata di sole autunnale con Gino Della Porta e Giovanna Morganti e il suo bellissimo paradiso di vigna alle nostre spalle!

13445397_1805743399653885_7606132054751870024_nIl vino di Giovanna è supremo amore, proporzione armonica d’intervalli gestuali tra il cielo, la mano, la zolla, l’acino.
Il vino di Giovanna canta e risuona rosso vivo nelle nostre vene al ritmo con la musica delle sfere celesti.
Il vino di Giovanna è una melodia liquida di struggente bontà salmastra, stoica bellezza, schietta onestà.
Il vino di Giovanna è sì il vino di Giovanna ma anche, sopra ogni cosa, è il vino di noi tutti che amiamo il vino nella sua imperfetta perciò sostanziosa e sostanziale umanità.

Robert Michel, Cornas “Cuvée des Côteaux” 2006

19 febbraio 2016
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CornasRobert Michel è una vera istituzione vivente quando si tratta di Cornas e dei vini di questo incredibile territorio. In realtà proprio la vendemmia 2006 è stata, ahinoi, anche la sua ultima annata prima di ritirarsi a vita privata, anche se ha continuato ad incoraggiare concretamente mettendo a disposizione del talentuoso amico, il vigneron Guillaume Gilles, tutta la sua esperienza i consigli preziosi e il saper-fare accumulato da una vita di lavoro in vigna e ricerca continua in cantina.

Cornas
Robert Michel e Guillaume Gilles: due generazioni, una sola visione [© Armand Borlant]
La Cuvée des Coteaux che si beve qui viene da due parcelle: Les Chaillots e Le Quartier de Renard. Michel fin dal 1975 ha prodotto dei vini severi e senza compromessi, tradizionalmente austeri, longevi per definizione. 5 gl’ettari, raccolta manuale, fermentazione delicata a raspo intero, invecchiamento del vino in “demi-muid” botti grandi di dimensioni anche sui 600 lt. È davvero una disdetta per tutto il mondo – del vino ma non soltanto – che un vigneron di una tale maestria e grazia non faccia più questi suoi irripetibili succhi di gioia. 000

Ad ogni buon conto, quello che ci troviamo ora qui nel calice è proprio un vino patriarcale: potenza e delicatezza ad un tempo; purezza e classe senza necessariamente risultare sofisticati, ecco dunque svelato tutto quello che amo in questo tipo di vini! Sono passati 10 anni eppure sembra imbottigliato giusto ieri quanto ad integrità, vibrazione epidermica e pulizia, finezza di trama e freschezza di polpa davvero imbarazzanti, meglio, da far imbarazzare a morte e seppellire in contumacia una volta e per sempre tanti ma tanti presunti – presuntuosi – produttori di vino a piede libero in circolazione oggi per sagre, anteprime, benvenuti, festicciole a scrocco, manifestazioni, festival, degustazioni, fierette cadaveriche e funeree Fiere della Vinità. Beh, che altro aggiungere? Dioniso crocifisso benedica Robert Michel e la sua bevanda solenne non solo nel presente ma per tutta l’eternità!1812