Semplicità Contadina Nell’Età Post-Atomica

7 novembre 2016
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Alla ricerca del gusto perduto nell’era post-nucleare.

Più umile è la cucina tanto più il sapore risulta di raffinata semplicità e sostanza, di una semplice e terrestre sostanza al palato. Non si può non amare la nobiltà contadina dell’autunno vegetale.

  • Zucca arrosto (in punta di stuzzicadente)

3

  • Scarola stufata

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  • Broccoletti ripassati o cime di rapa/rapini/friarielli (da non confondersi con i friggitelli che son peperoni), a seconda della regione e tradizione culinaria di provenienza.

7Segue un Atlante Minimo dei Sapori d’Itri, paesino nel lieto basso Lazio ai confini con la Campania Felix.

Qui, tra le rive mefitiche del Tirreno, all’ombra degl’Aurunci desertificati dagl’incendi continui, sopravvivono ancora popolazioni amene accarezzate dai riflessi del fiume Garigliano dove con fierezza tossica di bestia a tre teste, fiammeggia  sotto al cielo la sede della ridente centrale atomica omonima, La Centrale del Garigliano abbandonata a se stessa e alle intemperie..

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  • Péttëlë e cicë (“pettole” – la tipica pasta di maltagliati acqua e farina – con i ceci)*

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  • Piparuoglë arrustë (peperoni arrosto)

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  • Auglivë muscë (olive mosce della locale cultivar itrana, appassite prima al sole e poi infornate)

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*Faccio riferimento alla trascrizione dei fonemi come dal Dizionario del Dialetto Itrano. Piccolo Studio Fono-Etimologico di Mario La Rocca (Collana “Memorie del Territorio”)

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