Reinhardt/Shostakovich – 1938

Reinhardt/Shostakovich – 1938Ad Reinhardt Untitled 1938

[Ad Reinhardt, Untitled 1938]

L’arte astratta ha la sua integrità” è una dichiarazione di Reinhardt del 1962. Sebbene abbia scritto queste parole più di due decenni dopo aver dipinto quest’opera senza titolo, si è dedicato all’astrazione fin dai suoi primi giorni come artista. I suoi primi lavori degli anni ’30 mostrano il suo interesse per l’astrazione geometrica europea e una forte attenzione al colore. Qui contrasta l’intreccio di forme dai bordi netti con un’elevata componente cromatica su uno sfondo grigio tenue. Reinhardt crea un’energia pulsante in questo lavoro attraverso il suo uso del colore compensando i colori più freddi, tra cui blu, viola e verde, contro quelli più caldi, come rosso, arancione e giallo. Tale orchestrazione visiva fa sì che l’occhio salti sulla superficie della tela, un’esperienza che l’artista tenderà ad attenuare sempre più nei suoi lavori successivi.

Ad Reinhardt Study for a painting 1938

 

Dmitri Shostakovich (1906-1975).

Le incursioni vivaci e accattivanti di Shostakovich nella musica popolare del suo tempo pure se sono lontane anni luce dal lavoro di veri maestri del jazz tipo Jelly Roll Morton o Duke Ellington, dicono qualcosa di significativo sull’esperienza jazzistica di Shostakovich, come dimostrerà il confronto di queste colorate suite jazz chaplinesche con la musica più o meno contemporanea di Gershwin, Milhaud, Martinu, Roussel e altri. Shostakovich si è impegnato in una forma di parodia particolarmente fragile, quasi mahleriana – i suoi concerti ne sono pieni – e questo è ciò che emerge con maggior forza qui. Inoltre, e come osserva a ragione Elizabeth Wilson, il “vero” jazz era trattato con sospetto nella Russia sovietica e l’esposizione di Shostakovich al jazz era quindi assai limitata.

Le due Jazz Suite furono composte negli anni ’30, la prima in risposta a un concorso per “innalzare il livello del jazz sovietico da musica popolare dei caffè a musica con una sua propria nobità professionale”. La seconda su richiesta dell’allora neonata Orchestra Jazz di Stato.Jazz Album Shostakovich Riccardo Chailly

Dmitri Shostakovich, The Jazz Album (1938)

  1. Jazz Suite No. 1: 1. Waltz
  2. Jazz Suite No. 1: 2. Polka
  3. Jazz Suite No. 1: 3. Foxtrot
  4. Concerto for piano, trumpet & strings (Piano Concerto No. 1) in C minor, Op. 35: 1. Allegretto
  5. Concerto for piano, trumpet & strings (Piano Concerto No. 1) in C minor, Op. 35: 2. Lento
  6. Concerto for piano, trumpet & strings (Piano Concerto No. 1) in C minor, Op. 35: 3. Moderato
  7. Concerto for piano, trumpet & strings (Piano Concerto No. 1) in C minor, Op. 35: 4. Allegro con brio
  8. Jazz Suite No. 2: 1. March
  9. Jazz Suite No. 2: 2. Lyric Waltz
  10. Jazz Suite No. 2: 3. Dance I
  11. Jazz Suite No. 2: 4. Waltz I
  12. Jazz Suite No. 2: 5. Little Polka
  13. Jazz Suite No. 2: 6. Waltz II
  14. Jazz Suite No. 2: 7. Dance II
  15. Jazz Suite No. 2: 8. Finale
  16. Tahiti Trot (after Vincent Youmans’ “Tea for Two”)

Ronald Brautigam, piano (4-7)
Peter Masseurs, trumpet (4-7)
Royal Concertgebouw Orchestra
Riccardo Chailly, conductor

Date di registrazione: 1988 (4-7), 1990 (1-3), 1991 (8-16)

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