Miserie tante, splendori pochi su Mamma Roma

25 ottobre 2017
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C’è il cliente che ha sempre ragione e poi c’è il cliente che non c’ha ragione manco per il cazzo.
Scipio Lamazza

Tante le Miserie, ben pochi gli Splendori di Mamma Roma. Quella linea sottile tra la stronzeria genetica e la mentecattagine ereditaria.

30 era il numero perfetto. Invece eravamo 36.
6 mentecatti di troppo invecchiati peggio che male, non tanto tronfi e maleducati ma parrucconi tronfi mai educati.
Il Notaio trombone ‘sti grangran cazzi di qua, pure Sommelier (con la r ben scandita) perché le sventure non vengono mai da sole, si sa.
La sociologa – laureata in una bettola di Caracas, chissà – che il solo
libro avrà mai sfogliato in vita sua è la temibilissima:
Guida per principianti al sesso dopo la morte.
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E poi quell’altra col botulino che gli straripava dagl’occhi percolandole fino alle ginocchia, avrà avuto un 50ino eppure ne dimostrava un 98ino… a caviglia; era pure allergica alle ostriche, alle seppie e al tonno, in una serata dedicata quasi esclusivamente alle ostriche, alle seppie e al tonno… ma perché cazzo ti c’hanno portato, perché?FullSizeRenderEcco che ora mi si tappa la giugulare e scatta l’invettiva violenta, il turpiloquio accecato alla Catullo. Ebbene ‘sto sestetto assortito di trogloditi puzzoni vestiti a festa, erano disturbati dal fatto che la cena fosse una degustazione accompagnata da brevi ma necessarie spiegazioni e delucidazioni sulle materie prime proposte (frutti di mare & vino a fiumi).
 “Siamo usciti a cena per divertirci dopo una lunga giornata di lavoro…
queste le loro squallide ragioni della minchia capricciosa, come se noi invece si sta al locale – locale specializzato proprio in degustazioni e approfondimenti – per divertirci o perder tempo e non per lavorare, spiegare, servire, talvolta riverire, se e quando è il caso.
È così dunque che 6 buzzurroni molesti hanno scassato il cazzo tutto il tempo agl’altri 30 partecipanti alla serata di degustazione e approfondimenti – oltre ad aver scassato a sangue il cazzo anche a noi in sala – parlando addosso, ghignando, farfugliando e sbuffando in fuori tutto il vuoto d’aria merdosa e raggrumata cellulite al cervello di cui sono evidentemente rigonfi fin dalla nascita.
Bifolchi superflui.
Usurpatori d’ossigeno a tradimento.
Carcasse di carogne altolocate.
Vomito d’accozzaglia subumana a due zampe.
Restatevene a casa a ficcarvi in culo a vicenda i vostri bei Galbani Bel Paese o andate a leccare le tazze dei cessi all’Autogrill… se mai vi fanno entrare!
Emeriti bastardi.
Cazzi pettinati.
Pulciari rifatti.
Peracottari infami.
Pagate affanculo e toglietevi dalle palle.
Razza imbecille.
Gole da ghigliottina.
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