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IL MIO GOCCIO QUOTIDIANO

Il vino come volontà etica e rappresentazione estetica del mondo

Podere Pradarolo Vej Bianco Antico 2006

16 maggio 2017
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Podere Pradarolo Vej Bianco Antico 2006

Podere Pradarolo nelle vene.

Lucentezza/profumo/tannino/integrità/polpa/nutrimento/succulenza/profondeur… tutto in uno zalto di Vej Bianco antico del 2006:

“Perché il meglio degli aromi e del colore di queste uve di Malvasia è racchiuso in queste bucce. Perché su queste bucce c’è tutta l’impronta della mia terra e del nostro lavoro. Senza altre diavolerie…”18670955_1979654568929433_7823743001590267672_n

Pacalet e Del Prete lo Yin e lo Yang del Vino

11 aprile 2017
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Pacalet e Del Prete lo Yin e lo Yang del Vino

Lo yin e lo yang del vino sul tavolo a cena all’Alcova del Frate (Verona) a bottega dall’oste Massimo Perna una delle sere del Vinitaly 2017 appena trascorso.
Il lato in ombra della collina (yin) e il lato soleggiato della collina (yang).

• Bianco/Nero
• Oscurità/Luce
• Nord/Sud
• Borgogna/Puglia
• Chardonnay/Primitivo

L’opposizione non significa necessariamente divisione o contrasto – Yin = Male e Yang = Bene – ma rappresenta due polarità energetiche fuse in una sola materia vivente (Tao te Ching).ba7453ad11da74c3e5dd4829a5152a64_w600_h_mw_mh_cs_cx_cy

Malvasia di Bosa Riserva 2011 G. Battista Columbu

8 aprile 2017
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Malvasia di Bosa Riserva 2011 Cantina Giovanni Battista Columbu

Granuli del polline d’ape bottinatrice impastati con grumi di sale marino integrale… tutta la Sardegna in questo nettare salmastro, dense gocce d’energia solare dal fondo del bicchiere fino alle soglie del cuore e ancora oltre.

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Isole e Olena – Cepparello 1982

2 aprile 2017
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Isole e Olena – Cepparello 1982

Buone notizie dall’Etna grazie al grandissimo Paolo De Marchi – Isole e Olena – viticoltore in Barberino Val d’Elsa.

A pranzo al Cave Ox di Solicchiata il giorno prima di Contrade 2017.

Borro Cepparello 1982* (100% uva Sangioveto), fermentato con lunga macerazione sulle vinacce, invecchiato in piccoli barili di rovere e castagno è – era – in bottiglia dalla primavera del 1984.
L’annata 1982 ha subito imponenti temporali primaverili cui è seguita un’estate eccezionalmente secca che ha permesso una maturazione perfetta delle uve pur se con rese ridotte.17626310_1948999098661647_3250617815329081308_n

Stappata aveva questo bel colore splendido di ciliege in un cesto, una tenace polposità di duroni appena raccolti. Fragranza, integrità e frutto davvero inaspettati per un sangiovese di oltre 30 anni! Man mano nel bicchiere ha poi ceduto a note più ferrose e naturalmente terziare di ruggine, tranci di sigaro Toscano, una trama ematica al retrogusto, come masticare un filetto di tonno rosso crudo (pescato, pulito e mangiato fresco fresco dal mare ovviamente!)

*[Bottiglia da Aste Bolaffi, proveniente dalla collezione privata di Luigi Veronelli]

Marco De Bartoli tra Passito e Marsala

8 marzo 2017
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Marco De Bartoli tra Passito e Marsala

Moscato Passito di Pantelleria. Vino naturalmente dolce, da uva Zibibbo appassita al “sole d’agosto”

Bukkuram in arabo è “padre della vigna”. Vino naturalmente dolce, da uva Zibibbo appassita al “sole d’agosto”

Moscato passito di Pantelleria da uve Zibibbo essiccate al sole.
La 1987 è la IV vendemmia di questo nettare mediterraneo imbottigliato da Marco De Bartoli.
La dolcezza della natura, la naturalità della dolcezza. Passito di Pantelleria. 17308844_1244019279045952_3976270707123925443_n

Intransigenza e prosperità. Dolcezza e asperità. Ossidazione e polpa.
Adoro i Marsala di Marco De Bartoli (versione Riserva 10 anni): spremitura di buio dal suolo, bagliore dal sole. Supremo Tao alcolico, in un vino d’ambra fortificato con “mistella” prodotta da mosto fresco e acquavite ottenuti dalla stessa uva Grillo 100% che fermenta, che affina per oltre 10 anni in botti di rovere di diverse dimensioni.17352314_1938557943039096_8497032315446539387_n

Quest’antiquato vino liquoroso fortificato di “mistella”, (versione Riserva 1986) è l’esito brillante d’un percorso costellato d’artigianalità ormai quasi esntinto che ha contraddistinto tutta un’epoca pre-industriale che fa a pugni, e ahimè perde, contro la nostra triste, congestionata e fin troppo artificiosa era della sintesi chimica. La nostra età regredita a furia del troppo progresso, vittima dei processi industriali da cui è dominata.  Prigioniera del petrolio dalla cui lavorazione deriviamo la plastica che sembriamo subire come il minore dei mali possibili. Neanche a dirlo che sono anima e corpo dalla parte del Marsala De Bartoli e intreccerò le dita d’entrambe le mani a coppa da primitivo, pur di berne qualche goccio fino alla fine dei tempi che eccoli qua, sembrano già belli che arrivati.Screen Shot 2017-03-24 at 02.30.41

 

Fiano d’Avellino Villa Diamante Cuvée Enrico 2000

20 febbraio 2017
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Fiano d’Avellino Villa Diamante Cuvée Enrico 2000

Alla Salsamenteria di Roberto Mangione ho assaggiato una lacrima struggente del Fiano d’Avellino Az.vinicola Villa Diamante “Cuvée Enrico” 2000.

Vino artigiano ottenuto con uve raccolte dalla vigna della Congregazione. Imbottigliato dopo sette lunghi anni – il 7 è numero sacro a Josko Gravner – sette lunghi anni di maturazione in piccoli fusti di rovere.
Il valore aggiunto, l’asciuttezza e la nobiltà del sangue nell’ossidazione di un sommo vino d’Irpinia.17103478_1930805043814386_8174616411740628747_n16999047_1930805047147719_4876858705230199889_n

Scene da una cena natalizia con gl’amici

29 dicembre 2016
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15747849_1896871040541120_2470786223121911986_nIl crudo di mora romagnola dell’Agricola Ca’ Lumaco (Montetortore nel comune di Zocca) richiama necessariamente un goccio di carnoso e sgrassante Cristal rosè meglio se del millesimo 2000 o giù di lì.

15740965_1896871027207788_2382599301715733300_nCome direbbe Osho: “che ce voj fa, i simili attraggono sempre i simili!”

Liquefazione e vaporizzazione del solido in un incenso per la mente.

  • “Sua Maestà il Nero” è una selezione di parmigiano stagionato 10 anni del caseificio Pieve Roffeno.
  • 15747369_1896410500587174_8464287199076340106_nComtes de Champagne millesimo 1990 è il Blanc de Blancs di casa Taittinger nato per celebrare il signorotto della Provincia Thibaud IV che nel XIII secolo fece piantare le prime vigne di Chardonnay.

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Luminosità e sostanza a confronto in versioni magnum.

L’armonia degli opposti agl’antipodi geografici, dalla spremitura delle uve al vino nel bicchiere entrambi in abbinamento su pasta e ceci ancestrale, ricetta della nonna di chef Luca Fracassi.fullsizerender-copy-14

  • Etna, az. Agricola Frank Cornelissen – Susucaru 2013 VI edizione. Uvaggio di varietà autoctone e non del versante nord dell’Etna, bianche e rosse, non solo Nerelloo Mascalese, ma Moscadellla, Carricante, Insolia, Malvasia, Moscato nero etc. [Quintessenza di lamponi, asprezze d’alta montagna, beva succulenta, luce dell’alba tra neve, magma e mare.]
  • Oslavia (Gorizia), Josko Gravner – Ribolla Anfora 2003. [Nitidezza imponente, maturità eccelsa non ulteriormente perfettibile, sorso sacro, luce spirituale al tramonto affiorata da un’icona dell’arte russa antica].

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Mario Antoniolo Gattinara 1961

27 dicembre 2016
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Mario Antoniolo Gattinara 1961

..il purpureo liquido che allieta il cuore dell’uomo. 

(W. H. Hudson, La Terra Rossa)

Un Gattinara del 1961 di Mario Antoniolo dai vigneti Osso e S. Francesco della Torre da “..mescere con delicatezza onde evitare il rimuoversi dell’eventuale sedimento”.

Rosso rubino rovente, polposo. Ordito inscalfibile della stoffa polifenolica, spirito combattivo d’un eroe di guerra finalmente in pace con se stesso. Vino sopravvissuto a 55 (cinquantacinque) anni d’aspre battaglie contro l’amico/nemico di sempre: l’ossigeno!15241776_1897054773856080_1905151214722864914_n

López de Heredia – Viña Tondonia Blanco Gran Reserva 1987

22 dicembre 2016
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fullsizerender-copy-14López de Heredia – Viña Tondonia Blanco Gran Reserva 1987.
30 anni è un tempo geologico imponente per un vino rosso in generale ma per un bianco la frattura temporale si misura addirittura in anni luce. 15622052_1892820857612805_4854675223939699277_nEppure in questo uvaggio della Rioja (90% Viura, 10% Malvasia) proprio la luce affiora molto più che il passare del tempo inesorabile.
Immaginate di bere una lacrima di miele cristallizzata dentro una noce, come il fossile trattenuto da milioni di anni in una gemma d’ambra.fullsizerender-copy-15Pranzo da Roscioli ai Giubbonari.

All’antipasto ha rischiarato l’accompagnamento con sardinillas e caprino fresco, cui ha fatto seguito il fusilloro Verrigni agli scampi conditi con un filo d’oro – lapsus – un filo d’olio, extravergine d’oliva Valentini. Abbinamento cromatico-olfattivo-gustativo di una compiutezza impenetrabile tutta da ammirare estasiati, risucchiadola dentro di sé in un festoso, in un devoto silenzio enogastronomico.
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Sancho Panza e Barbacarlo la Sostanza di cui è Fatta la Luce

14 dicembre 2016
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Sancho Panza e Barbacarlo la sostanza di cui è fatta la luce

Nel 1637 Cartesio pubblicava La diottrica (La dioptrique) uno studio sui fenomeni dell’ottica, quali la rifrazione e la diffrazione.

[Nel 1665 viene pubblicato – postumo – il trattato “De Lumine” di Francesco Maria Grimaldi, gesuita con interessi per la fisica e l’astronomia.]

newton-manuscript-publish-007 Allo stadio attuale delle conoscenze acquisite sulla natura della luce, le teorie di Cartesio che implicavano comunque un movimento iniziale innescato da un qualche Dio, sono ipotesi oggi alquanto datate.

15326427_1889336961294528_8463715982241481170_nIeri sera, 13 dicembre del 2016, dopo 379 anni dal testo scientifico di Cartesio, sorseggiando:
• Vino Bianco Sancho Panza 2013 (Igiea e Guido Zampaglione – Tenuta Grillo)
• Vino Rosso Barbacarlo 1996 (Lino Maga)
ho compreso qualcosa di più circa la sostanza di cui è fatta la luce che si propaga nel mondo con moto ondulatorio. Ho forse colto meglio il senso della sorgente di luce che si frange e riflette da un corpo all’altro dello spazio racchiudendosi in un’essenzialità di bevanda spremuta nel tempo da grappoli raccolti al fine di distinguere buonissime uve a bacca bianca e bacca rossa.fig-493397

Grandi Rossi su Tortellini d’Anatra Fatti a Mano in Brodo di Muscolo e Lingua

11 dicembre 2016
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Un paio d’anni fa di questi tempi pre-natalizi, al Castello di Valenzano a cena con cari amici toscani.. questa la mia “personal choice” sulle 20 e + bocce sbocciate.
Al I posto su tutto e tutti: tortellini d’anatra fatti a mano in consommè finissimo di muscolo e lingua.. qui lo chef del Castello, Simone Brodoloninomen omen –  ha superato se stesso: puro orgasmo multiplo del palato fuso all’encefalo.

10440234_1598538387041055_9179276739854587876_nSeguono in ordine di gradimento decrescente*:

*Per dare la giusta misura del significato di ciascuna bevuta e dell’unicità d’ogni bottiglia di vino, bsogna puntualizzare che l’ordine di gradimento decrescente indica a grandi linee i sentimenti particolari di una sera nello specifico al netto di tutta una serie di variabili irreplicabili – umore personale, umore del gruppo dei degustatori, condizioni specifiche di temperatura, mantenimento e tenuta delle singole bottiglie – per cui a diverse condizioni ma a parità di annate e stesse tipologie di bottiglie riassaggiate oggi a distanza di due anni, la classifica di gradimento delle bottiglie potrebbe esprimere tutt’altra situazione.

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De Amicitia. Brunello di Montalcino Conti Costanti 1985

29 novembre 2016
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15267509_1137508419697039_3413647907100742162_nBrunello di Montalcino 1985 Conti Costanti Viticultori

Per quanto d’annata eccezionale, non è affatto scontato che un Sangiovese dopo 31 anni custodisca ancora dentro di sé quell’alito brioso di frescura salmastra, quel soffio d’energia interiore al gusto di radici, vivificato da un’integrità sempre ben aderente alle fragranze succose della materia liquida o perché no, materia psichica? dato che il vino, quando è vino, nutre forse più l’anima che il corpo!

Essenza di melograno, fave di cacao, trito di funghi alle narici; lucentezza rossopompeiana alla vista.

Dopo la scaraffatura – passano un paio d’ore – il vino ha mantenuto tuttavia una pienezza di vitalità costante per tutto il tempo della sua durata nel calice, dimostrando così, – ancora una volta alla prova del tempo – una coerenza di temperamento in assoluta affinità col patronimico di questo grande e buon Brunello di Montalcino del Colle al Matrichese.

L’abbinamento ideale sulla pizza della settimana Farinè, con pecorino Toscano, funghi cardoncelli, nepitella e olio di noci è stato combinato dal Dio Caso a celebrare degnamente non solo l’amicizia tra cibo e vino ma sopra ogni cosa a consacrare il compleanno – anticipato di qualche giorno – del fraterno amico Angiulill che qui riabbraccio a me e saluto con tutto l’affetto che posso.fullsizerender-copy-3